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GIOVANNI VOLPATO
(Angarano di Bassano, 1740 - Roma, 1803)

Su consiglio di Antonio Baratti ha imparato l'arte di incisione ed acquaforte. Intorno al 1760 ha inciso, firmandosi Jean Renard, quattro Capricci rustici da Piazzetta, le parti del mondo tratte da Jacopo Amigoni, le età dell'uomo da Andrea Zucchi ed il ritratto da Giambattista Morgagni. Sull'invito di Francesco Bartolozzi, che aveva notato il suo talento, andò a Venezia nel 1762, ed ivi potè perfezionare la sua tecnica tanto da diventare consulente tecnico e consigliere commerciale di Remondini. A Venezia, Volpato ha inciso alcuni paesaggi da Francesco Zuccarelli, sei paesaggi da Marco Ricci, scene religiose da Amigoni, le quattro stagioni e scene fiamminghe di Francesco Maggiotto, così come vari ritratti, compreso quelli del Doge Foscarini, il Procurator Pisani (da Bartolozzi) ed il Procurator Calbo (dopo il canale di Francesco).
Dopo la partenza del Bartolozzi per l'Inghilterra (1764), Volpato ha collaborato più frequentemente con Francesco Maggiotto. Nel 1769 andò a Parma a lavorare con altri artisti sulle 36 lastre che illustrano le celebrazioni tenute per il matrimonio di Ferdinando di Borbone a Maria-Amalia Habsburg-Lorraine. Durante lo stesso anno, incise una lastra del monumento funerario del Conte Francesco Algarotti.
Nel 1772 Volpato si portò a Roma per riprodurre gli affreschi di Raphael nelle Loggie del Vaticano, l’anno seguente incise il ritratto di Clemente XIV a cavallo. Le opere prodotte durante il periodo romano sono caratterizzate da un virtuosismo tecnico, freddo e accademico, e sono principalmente riproduzioni di opere di grandi maestri. A Roma aprì anche una fabbrica di porcellana nel 1786. Volpato ha dato inizio e slancio ad una scuola fiorente di incisione in cui si sono stati formati Domenico Cunego, Giovanni, Pietro Fontana ed altri.

GIOVANNI VOLPATO

(Angarano di Bassano, 1740 - Roma, 1803)


Su consiglio di Antonio Baratti ha imparato l'arte di incisione ed acquaforte. Intorno al 1760 ha inciso, firmandosi Jean Renard, quattro Capricci rustici da Piazzetta, le parti del mondo tratte da Jacopo Amigoni, le età dell'uomo da Andrea Zucchi ed il ritratto da Giambattista Morgagni. Sull'invito di Francesco Bartolozzi, che aveva notato il suo talento, andò a Venezia nel 1762, ed ivi potè perfezionare la sua tecnica tanto da diventare consulente tecnico e consigliere commerciale di Remondini. A Venezia, Volpato ha inciso alcuni paesaggi da Francesco Zuccarelli, sei paesaggi da Marco Ricci, scene religiose da Amigoni, le quattro stagioni e scene fiamminghe di Francesco Maggiotto, così come vari ritratti, compreso quelli del Doge Foscarini, il Procurator Pisani (da Bartolozzi) ed il Procurator Calbo (dopo il canale di Francesco).
Dopo la partenza del Bartolozzi per l'Inghilterra (1764), Volpato ha collaborato più frequentemente con Francesco Maggiotto. Nel 1769 andò a Parma a lavorare con altri artisti sulle 36 lastre che illustrano le celebrazioni tenute per il matrimonio di Ferdinando di Borbone a Maria-Amalia Habsburg-Lorraine. Durante lo stesso anno, incise una lastra del monumento funerario del Conte Francesco Algarotti.
Nel 1772 Volpato si portò a Roma per riprodurre gli affreschi di Raphael nelle Loggie del Vaticano, l’anno seguente incise il ritratto di Clemente XIV a cavallo. Le opere prodotte durante il periodo romano sono caratterizzate da un virtuosismo tecnico, freddo e accademico, e sono principalmente riproduzioni di opere di grandi maestri. A Roma aprì anche una fabbrica di porcellana nel 1786. Volpato ha dato inizio e slancio ad una scuola fiorente di incisione in cui si sono stati formati Domenico Cunego, Giovanni, Pietro Fontana ed altri.

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GIOVANNI VOLPATO

(Angarano di Bassano, 1740 - Roma 1803)