Mostra Biblica

I          N          T          E          R          A          T          T          I          V          A

PIETRO TESTA
(1611 - 1650)

Nato a Lucca, fu detto il Lucchesino. Si stabilì a Roma e fu a bottega con il Domenichino e poi con Pietro da Cortona, di cui subì l’influsso. Il Domenichino, soprattutto, lo indirizzò verso un classicismo idillico in cui si avvertono anche influenze di Poussin. Dopo breve soggiornò a Lucca dove fu molto apprezzato dai suoi concittadini per i suoi disegni, Testa ritornò a Roma. Durante il 1630 ed il 1640 Testa ha prodotto soggetti religiosi, mitologici ed allegorici all’acquaforte
Instancabile disegnatore, riprodusse quasi tutte le antichità di Roma. Rivelò la sua originalità nell’incisione. Fresco e vivace, preannunciò l’acquaforte veneziana del settecento. Famosa è la serie che riproduceva i disegni dell’artista o «idee», che furono incisi dopo la sua morte. Ha inciso all'acquaforte Le quattro stagioni (c. 1642-4), Il figliuol Prodigo (c. 164) e La vita di Achille, incominciata poco prima la sua morte e rimasta incompleta.
Dopo il suo ritorno da Roma a Lucca, Testa cominciò a scrivere un trattato sulla pittura, che doveva essere dedicato a Buonvisi, ma non è stato mai completato. Alcune note registrano le riflessioni del Testa su Leon Battista Alberti, Giovanni Battista Armenini, Giovanni Paolo Lomazzo e Vitruvius, così come gli autori antichi quali Aristotle, Euclide, Platone e Senofonte. L’interesse classico della teoria e della pratica sono evidenti.
Rispetto all'ambiente romano del tempo, la sua pittura tuttavia si caratterizza per una tavolozza particolarmente accesa (Agar e Ismaele, Londra, National Gallery). Secondo Passeri e Baldinucci, Testa era molto più esperto nel disegno e nell’incione che nella pittura.

PIETRO TESTA

(1611 - 1650)


Nato a Lucca, fu detto il Lucchesino. Si stabilì a Roma e fu a bottega con il Domenichino e poi con Pietro da Cortona, di cui subì l’influsso. Il Domenichino, soprattutto, lo indirizzò verso un classicismo idillico in cui si avvertono anche influenze di Poussin. Dopo breve soggiornò a Lucca dove fu molto apprezzato dai suoi concittadini per i suoi disegni, Testa ritornò a Roma. Durante il 1630 ed il 1640 Testa ha prodotto soggetti religiosi, mitologici ed allegorici all’acquaforte

Instancabile disegnatore, riprodusse quasi tutte le antichità di Roma. Rivelò la sua originalità nell’incisione. Fresco e vivace, preannunciò l’acquaforte veneziana del settecento. Famosa è la serie che riproduceva i disegni dell’artista o «idee», che furono incisi dopo la sua morte. Ha inciso all'acquaforte Le quattro stagioni (c. 1642-4), Il figliuol Prodigo (c. 164) e La vita di Achille, incominciata poco prima la sua morte e rimasta incompleta.

Dopo il suo ritorno da Roma a Lucca, Testa cominciò a scrivere un trattato sulla pittura, che doveva essere dedicato a Buonvisi, ma non è stato mai completato. Alcune note registrano le riflessioni del Testa su Leon Battista Alberti, Giovanni Battista Armenini, Giovanni Paolo Lomazzo e Vitruvius, così come gli autori antichi quali Aristotle, Euclide, Platone e Senofonte. L’interesse classico della teoria e della pratica sono evidenti.

Rispetto all'ambiente romano del tempo, la sua pittura tuttavia si caratterizza per una tavolozza particolarmente accesa (Agar e Ismaele, Londra, National Gallery). Secondo Passeri e Baldinucci, Testa era molto più esperto nel disegno e nell’incione che nella pittura.

indice illustratoiconografico02.html
HOMEHome2.htmlshapeimage_4_link_0
PERCORSO STORICOindice_percorso_storico.htmlshapeimage_5_link_0
PERCORSO BIBLIOGRAFICOshapeimage_6_link_0
PERCORSO ICONOGRAFICOindice_iconografico.htmlshapeimage_7_link_0

l a   B i b b i a . . .   l i b r o   d i   v i t a   e   d i   c u l t u r a

successivoincisori_mellan.html
indice iconograficoindice_iconografico.html
precedenteincisori_rembrandt.html

PIETRO TESTA

(1611 - 1650)