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ALBRECHT DÜRER
(Norimberga, 1471 - 1528)
 
Il 21 maggio a Norimberga nasce Albrecht Dürer, terzo di diciotto figli, figlio di Albrecht e Barbara Holper. Il padre, di origine ungherese, era emigrato nel 1455 a Norimberga dove aveva avviato una bottega di oreficeria. Il 30 novembre 1486 inizia il suo apprendistato nella bottega di Michael Wolgemut, che insegnò a Dürer sia le tecniche della pittura che quelle della grafica. Qui conobbe le incisioni di Schongauer e del Maestro del Libro di Casa che influenzano in modo determinante la sua formazione stilistica. Nel corso degli anni che rimane presso Wolgemut, Dürer svolge un’intensa attività della quale ci restano svariati disegni. E’ probabile che tra il 1488 e il 1490 abbia partecipato alla realizzazione di alcune silografie edite dal famoso stampatore Anton Koberger, suo padrino. In questi immensi lavori, realizzati da decine di incisori, è quasi impossibile isolare le opere da lui realizzate. Dal 1490 al 1494 viaggiò per la Germania. L’8 agosto del 1492 pubblica la prima silografia certa il San Girolamo nello studio, che serve da frontespizio alla seconda edizione delle Epistole beati Hieronimi, edite da Nicolaus Kessler in quell’anno (Gabinetto delle Stampe di Basilea).
Il successo della silografia del San Girolamo spinge molti editori a commissionare a Dürer opere per le loro pubblicazioni; naturalmente non tutte le illustrazioni sono del Dürer. L’anno 1495 segna un periodo di intensa attività per Dürer. A Norimberga (1496) incontra Federico il Saggio Elettore di Sassonia che gli commissiona diversi ritratti. Da questo momento egli sarà suo grande ammiratore e mecenate. Sono del 1496 le seguenti opere: San Gerolamo nel deserto, La Penitenza di San Crisostomo, Il Figliol prodigo guardiano di porci ed altre. La maggior parte del 1497 la impiega nella preparazione delle 15 grandi silografie dell’Apocalisse. In particolare Dürer da la dimostrazione di come si possa ottenere il colore con le sole linee e il disegno. Da un viaggio in Italia egli riporta in patria un senso intenso dell’ampiezza e grandiosità formale, di cui si avvantaggiano principalmente le prime stampe dell’Apocalisse.
Al principio del sec. XVI l’impeto tragico s’affievolisce per cedere il posto a elementi lirici, alle gioie delle cose semplici ed umili. Questa trasformazione è caratterizzata dal disegno a penna tinteggiato a colori tenui, che rappresenta la Madonna con molti animali; dalla bellissima Adorazione dei Magi, dalle serie di incisioni in legno della Vita della Madonna.
Il Vasari attribuì il secondo viaggio del Dürer al desiderio di salvaguardare col proprio intervento i suoi interessi commerciali. In alcune lettere al suo amico Pirckheimer fa una vivace descrizione del suo soggiorno in quella città e parla della Festa del Rosario che dipinse nella prima metà del 1506 per l’altar maggiore di S. Bartolomeo. Per questo capolavoro esistono diversi disegni dal vero, che hanno stretta relazione con altri studi utilizzati dall’artista per il quadro Gesù fra i dottori.
E’ uno dei più grandi incisori di tutti i tempi, riassume in sé, rinnovandole, le conquiste dei suoi predecessori. Non si lascia mai sviare dal suo entusiasmo per l’arte italiana, soprattutto quella rinascimentale, né da quello per l’arte fiamminga. Il suo carattere eminentemente nordico gli permette di infondere nella propria opera un sentimento di appassionata malinconia, che a volte raggiunge attraverso la meditazione interiore, stasi di vera depressione (come appunto nella malinconia). Ed anche i suoi ritratti, i suoi paesaggi, i suoi studi dal vero sono permeati di una sensibilità interiore, che domina il segno grafico e fa risaltare l’inconfondibile personalità di questo grande artista.

ALBRECHT DÜRER

(Norimberga, 1471 - 1528)


Il 21 maggio a Norimberga nasce Albrecht Dürer, terzo di diciotto figli, figlio di Albrecht e Barbara Holper. Il padre, di origine ungherese, era emigrato nel 1455 a Norimberga dove aveva avviato una bottega di oreficeria. Il 30 novembre 1486 inizia il suo apprendistato nella bottega di Michael Wolgemut, che insegnò a Dürer sia le tecniche della pittura che quelle della grafica. Qui conobbe le incisioni di Schongauer e del Maestro del Libro di Casa che influenzano in modo determinante la sua formazione stilistica. Nel corso degli anni che rimane presso Wolgemut, Dürer svolge un’intensa attività della quale ci restano svariati disegni. E’ probabile che tra il 1488 e il 1490 abbia partecipato alla realizzazione di alcune silografie edite dal famoso stampatore Anton Koberger, suo padrino. In questi immensi lavori, realizzati da decine di incisori, è quasi impossibile isolare le opere da lui realizzate. Dal 1490 al 1494 viaggiò per la Germania. L’8 agosto del 1492 pubblica la prima silografia certa il San Girolamo nello studio, che serve da frontespizio alla seconda edizione delle Epistole beati Hieronimi, edite da Nicolaus Kessler in quell’anno (Gabinetto delle Stampe di Basilea).

Il successo della silografia del San Girolamo spinge molti editori a commissionare a Dürer opere per le loro pubblicazioni; naturalmente non tutte le illustrazioni sono del Dürer. L’anno 1495 segna un periodo di intensa attività per Dürer. A Norimberga (1496) incontra Federico il Saggio Elettore di Sassonia che gli commissiona diversi ritratti. Da questo momento egli sarà suo grande ammiratore e mecenate. Sono del 1496 le seguenti opere: San Gerolamo nel deserto, La Penitenza di San Crisostomo, Il Figliol prodigo guardiano di porci ed altre. La maggior parte del 1497 la impiega nella preparazione delle 15 grandi silografie dell’Apocalisse. In particolare Dürer da la dimostrazione di come si possa ottenere il colore con le sole linee e il disegno. Da un viaggio in Italia egli riporta in patria un senso intenso dell’ampiezza e grandiosità formale, di cui si avvantaggiano principalmente le prime stampe dell’Apocalisse.

Al principio del sec. XVI l’impeto tragico s’affievolisce per cedere il posto a elementi lirici, alle gioie delle cose semplici ed umili. Questa trasformazione è caratterizzata dal disegno a penna tinteggiato a colori tenui, che rappresenta la Madonna con molti animali; dalla bellissima Adorazione dei Magi, dalle serie di incisioni in legno della Vita della Madonna.

Il Vasari attribuì il secondo viaggio del Dürer al desiderio di salvaguardare col proprio intervento i suoi interessi commerciali. In alcune lettere al suo amico Pirckheimer fa una vivace descrizione del suo soggiorno in quella città e parla della Festa del Rosario che dipinse nella prima metà del 1506 per l’altar maggiore di S. Bartolomeo. Per questo capolavoro esistono diversi disegni dal vero, che hanno stretta relazione con altri studi utilizzati dall’artista per il quadro Gesù fra i dottori.

E’ uno dei più grandi incisori di tutti i tempi, riassume in sé, rinnovandole, le conquiste dei suoi predecessori. Non si lascia mai sviare dal suo entusiasmo per l’arte italiana, soprattutto quella rinascimentale, né da quello per l’arte fiamminga. Il suo carattere eminentemente nordico gli permette di infondere nella propria opera un sentimento di appassionata malinconia, che a volte raggiunge attraverso la meditazione interiore, stasi di vera depressione (come appunto nella malinconia). Ed anche i suoi ritratti, i suoi paesaggi, i suoi studi dal vero sono permeati di una sensibilità interiore, che domina il segno grafico e fa risaltare l’inconfondibile personalità di questo grande artista.

ALBRECHT DÜRER

(Norimberga, 1471 - 1528)