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JACQUES DE GHEYN I, II, III
(Anversa sec. XVI)

Il primo di tre generazioni degli artisti dello stesso nome, era un pittore, incisore e disegnatore di vetro. Alcune acquaforte ed illustrazioni allegoriche sopravvivono, ma questi inoltre si attribuiscono al suo figlio: Jacques de Gheyn II. L'artista più rinomato della famiglia è l’ultimo, Jacques De Geyn III, disegnatore e incisore dotato, conosciuto per sue acquaforte, il cui  lavoro attesta la transizione del tardo manierismo del sec. XVI, in anticipo allo stile più naturalistico del sec. XVII. Morto il padre, portò a termine i lavori lasciati incompiuti di questi e si trasferì a Haarlem, dove nel 1858 entrò nella bottega del Goltzius. La sua importanza si trova nell’originalità e nell’invenzione creativa. È stato tenuto in alta considerazione dal governo centrale olandese e dalla corte del principe Maurizio di Nassa. Lavorò con Matham e Saenredam, approfondendo la tecnica dell’acquaforte, poco utilizzata sia da Goltzius che dagli altri incisori dell’atelier. Dopo il 1600 la sua attività di incisore si diradò e Jakob si avvicinò alla pittura e al disegno dal vero. Probabilmente dopo la morte di Goltzius si trasferì per un breve periodo a Leida e in seguito a L’Aia dove morì nel 1629.

JACQUES DE GHEYN I, II, III

(Anversa sec. XVI)


Il primo di tre generazioni degli artisti dello stesso nome, era un pittore, incisore e disegnatore di vetro. Alcune acquaforte ed illustrazioni allegoriche sopravvivono, ma questi inoltre si attribuiscono al suo figlio: Jacques de Gheyn II. L'artista più rinomato della famiglia è l’ultimo, Jacques De Geyn III, disegnatore e incisore dotato, conosciuto per sue acquaforte, il cui  lavoro attesta la transizione del tardo manierismo del sec. XVI, in anticipo allo stile più naturalistico del sec. XVII. Morto il padre, portò a termine i lavori lasciati incompiuti di questi e si trasferì a Haarlem, dove nel 1858 entrò nella bottega del Goltzius. La sua importanza si trova nell’originalità e nell’invenzione creativa. È stato tenuto in alta considerazione dal governo centrale olandese e dalla corte del principe Maurizio di Nassa. Lavorò con Matham e Saenredam, approfondendo la tecnica dell’acquaforte, poco utilizzata sia da Goltzius che dagli altri incisori dell’atelier. Dopo il 1600 la sua attività di incisore si diradò e Jakob si avvicinò alla pittura e al disegno dal vero. Probabilmente dopo la morte di Goltzius si trasferì per un breve periodo a Leida e in seguito a L’Aia dove morì nel 1629.

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