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DOMENICO CUNEGO
(Verona, 1724 - Roma, 1803)

Incisore italiano. Allievo di Francesco Ferrari, A diciotto anni, dopo aver eseguito parecchie pitture, si è volto all’incisione, un'arte in cui può essere considerato un autodidatta. Fra 1752 e 1760 ha collaborato con Dionigi Valesi per le illustrazioni del catalogo di monete in tre volumi di Giacomo Muselli. Dal 1750 incise parecchie vedute di Verona tratte da T. Majeroni, mentre il pittore veronese Antonio Balestra divenne frequentemente la sua fonte di ispirazione. D. Cunego riprodusse spesso opere dei suoi contemporanei, per esempio: Francesco Solimena e Felice Boscaratti.
Nel mese di ottobre del 1760 Cunego è entrato in contatto con James Adam, fratello più giovane di Robert Adam. Cunego visitò Firenze e Siena. Rimase con Adam per circa due anni e, nel frattempo, incise due lastre per le rovine del palazzo dell'imperatore Diocleziano a Spalato in Dalmazia di Robert Adam (Londra, 1764), e 14 viste di città della Campania. Dopo le illustrazioni da Clerisseau, stampate circa 1763, Adam lo inviò di nuovo a Londra in 1763, ma a Cunego preferì restare indipendente a Roma, senza, tuttavia, turbare i buoni rapporti con il suo ex patrono e con il mondo inglese in generale.
Fra 1764 e 1778 eseguì molte incisioni basate su avvenimenti omerici. Nel 1769, Cunego fu incaricato di riprodurre le 22 lastre di un’importante collezione di incisioni del XVI e XVII secolo, pubblicate a Londra. Durante lo stesso periodo Cunego incise moltissime opere di artisti famosi del passato: Giorgione, Tiziano, Reni, Domenichino, Guercino e, nel 1780, il Giudizio Universale di Michelangelo (Roma, Cappella Sistina del Vaticano). Ha prodotto ritratti, specialmente quelli di papi. A Roma Cunego divenne famoso nel cerchio dei neoclassici. Era l’incisore favorito di Anton Raphael Mengs, di cui ha riprodusse 40 opere in incisioni all’acquaforte del Cunego.
Nel 1785, Cunego visitò Berlino e, dopo quattro anni, fu di nuovo a Roma. In Germania ha sperimentato l'incisione alla maniera nera, che si è trasformata nell’espressione dominante delle successive opere romane. Dal 1790, incise 27 vedute di Roma e alcune incisioni devozionali. Ha continuato a dirigere la sua scuola fino alla sua morte ed ebbe fra i suoi allievi Gian Carlo Colombo, Camillo Tinti, Luigi e Giuseppe Cunego. L’artista morì a Roma l’otto gennaio del 1803.

DOMENICO CUNEGO

(Verona, 1724 - Roma, 1803)


Incisore italiano. Allievo di Francesco Ferrari, A diciotto anni, dopo aver eseguito parecchie pitture, si è volto all’incisione, un'arte in cui può essere considerato un autodidatta. Fra 1752 e 1760 ha collaborato con Dionigi Valesi per le illustrazioni del catalogo di monete in tre volumi di Giacomo Muselli. Dal 1750 incise parecchie vedute di Verona tratte da T. Majeroni, mentre il pittore veronese Antonio Balestra divenne frequentemente la sua fonte di ispirazione. D. Cunego riprodusse spesso opere dei suoi contemporanei, per esempio: Francesco Solimena e Felice Boscaratti.
Nel mese di ottobre del 1760 Cunego è entrato in contatto con James Adam, fratello più giovane di Robert Adam. Cunego visitò Firenze e Siena. Rimase con Adam per circa due anni e, nel frattempo, incise due lastre per le rovine del palazzo dell'imperatore Diocleziano a Spalato in Dalmazia di Robert Adam (Londra, 1764), e 14 viste di città della Campania. Dopo le illustrazioni da Clerisseau, stampate circa 1763, Adam lo inviò di nuovo a Londra in 1763, ma a Cunego preferì restare indipendente a Roma, senza, tuttavia, turbare i buoni rapporti con il suo ex patrono e con il mondo inglese in generale.
Fra 1764 e 1778 eseguì molte incisioni basate su avvenimenti omerici. Nel 1769, Cunego fu incaricato di riprodurre le 22 lastre di un’importante collezione di incisioni del XVI e XVII secolo, pubblicate a Londra. Durante lo stesso periodo Cunego incise moltissime opere di artisti famosi del passato: Giorgione, Tiziano, Reni, Domenichino, Guercino e, nel 1780, il Giudizio Universale di Michelangelo (Roma, Cappella Sistina del Vaticano). Ha prodotto ritratti, specialmente quelli di papi. A Roma Cunego divenne famoso nel cerchio dei neoclassici. Era l’incisore favorito di Anton Raphael Mengs, di cui ha riprodusse 40 opere in incisioni all’acquaforte del Cunego.
Nel 1785, Cunego visitò Berlino e, dopo quattro anni, fu di nuovo a Roma. In Germania ha sperimentato l'incisione alla maniera nera, che si è trasformata nell’espressione dominante delle successive opere romane. Dal 1790, incise 27 vedute di Roma e alcune incisioni devozionali. Ha continuato a dirigere la sua scuola fino alla sua morte ed ebbe fra i suoi allievi Gian Carlo Colombo, Camillo Tinti, Luigi e Giuseppe Cunego. L’artista morì a Roma l’otto gennaio del 1803.

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