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JACQUES CALLOT
(Nancy, 1592 - Nancy, 1635)

Incisore e disegnatore francese. Frequentò la bottega di Demande-Croq e trovò impiego da un venditore d’immagini sacre, Thomassin. Giovanissimo (1608) venne a Roma, dove si perfezionò nella tecnica del bulino, ed entrò in contatto con la corte di Cosimo II di Toscana. Durante il soggiorno italiano incise al bulino e all'acquaforte alcune trascrizioni di dipinti famosi, che lo dimostrano informato sulle soluzioni estreme del manierismo romano, quindi i Capricci (1617) e la Fiera dell'Impruneta (1620) con cui sbalordì il pubblico per la quantità di particolari, compresi in una tavola di così piccole dimensioni.
Tra il 1630 e il 1635 incise numerosi soggetti religiosi: il Libro dei Santi, dallo stile familiare e semplice, ancor oggi commovente. Ritornato a Nancy fu sempre più attento al vero; le opere dell'ultimo periodo sono animate da una sensibilità insieme ironica e drammatica ai destini dell'uomo, e il segno si fa sempre più acuto e preciso: risultati estremi i cicli dei Gobbi, degli Zingari, dei Mendicanti (1621-28) e le tragiche visioni delle Miserie della guerra (1633).
Grande maestro, indipendente e originale, in fondo Callot fu un classico. Quando l’incisione stava per divenire solo procedimento di riproduzione, seppe renderla uno strumento originale, per esprimere la visione, gli appunti, gli schizzi, le osservazioni proprie ad un artista che può farne il diario della sua vita e delle sue emozioni, confidandole fantasie e passioni.

JACQUES CALLOT

(Nancy, 1592 - Nancy, 1635)


Incisore e disegnatore francese. Frequentò la bottega di Demande-Croq e trovò impiego da un venditore d’immagini sacre, Thomassin. Giovanissimo (1608) venne a Roma, dove si perfezionò nella tecnica del bulino, ed entrò in contatto con la corte di Cosimo II di Toscana. Durante il soggiorno italiano incise al bulino e all'acquaforte alcune trascrizioni di dipinti famosi, che lo dimostrano informato sulle soluzioni estreme del manierismo romano, quindi i Capricci (1617) e la Fiera dell'Impruneta (1620) con cui sbalordì il pubblico per la quantità di particolari, compresi in una tavola di così piccole dimensioni.

Tra il 1630 e il 1635 incise numerosi soggetti religiosi: il Libro dei Santi, dallo stile familiare e semplice, ancor oggi commovente. Ritornato a Nancy fu sempre più attento al vero; le opere dell'ultimo periodo sono animate da una sensibilità insieme ironica e drammatica ai destini dell'uomo, e il segno si fa sempre più acuto e preciso: risultati estremi i cicli dei Gobbi, degli Zingari, dei Mendicanti (1621-28) e le tragiche visioni delle Miserie della guerra (1633).

Grande maestro, indipendente e originale, in fondo Callot fu un classico. Quando l’incisione stava per divenire solo procedimento di riproduzione, seppe renderla uno strumento originale, per esprimere la visione, gli appunti, gli schizzi, le osservazioni proprie ad un artista che può farne il diario della sua vita e delle sue emozioni, confidandole fantasie e passioni.

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(Nancy, 1592 - 1635)