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FRANCESCO BARTOLOZZI
(Firenze, 1727 - Lisbona, 1815)

Incisore italiano. Figlio di un orafo, studiò disegno e pittura con J. Hugford a Firenze, quindi passò a Venezia (1748), dove lavorò prima presso la bottega dell'incisore Joseph Wagner e poi in proprio. Di questo periodo sono numerose traduzioni a bulino e all'acquaforte di opere del Piazzetta, dello Zuccarelli, di Marco Ricci, ecc. Nel 1764 si recò a Londra su invito di Giorgio III, per il quale riprodusse 64 disegni del Guercino, conservati a Windsor, adottando dapprima la tecnica del crayon, da poco introdotta in Inghilterra, quindi preferendo il “punteggiato”, tecnica che ottenne uno straordinario successo a Londra, in quanto traduceva perfettamente il gusto dell'epoca per i soggetti patetici o mitologici (incisioni su disegni del Cipriani, di Angelica Kauffmann, ecc.). Nella sua intensa attività il Bartolozzi produsse anche caricature e soprattutto ritratti, desunti da opere di maestri antichi e contemporanei. Nel 1802, per dissesti economici, si trasferì a Lisbona come direttore dell'Accademia di Belle Arti, senza però sospendere la sua attività di incisore.

FRANCESCO BARTOLOZZI

(Firenze, 1727 - Lisbona, 1815)


Incisore italiano. Figlio di un orafo, studiò disegno e pittura con J. Hugford a Firenze, quindi passò a Venezia (1748), dove lavorò prima presso la bottega dell'incisore Joseph Wagner e poi in proprio. Di questo periodo sono numerose traduzioni a bulino e all'acquaforte di opere del Piazzetta, dello Zuccarelli, di Marco Ricci, ecc. Nel 1764 si recò a Londra su invito di Giorgio III, per il quale riprodusse 64 disegni del Guercino, conservati a Windsor, adottando dapprima la tecnica del crayon, da poco introdotta in Inghilterra, quindi preferendo il “punteggiato”, tecnica che ottenne uno straordinario successo a Londra, in quanto traduceva perfettamente il gusto dell'epoca per i soggetti patetici o mitologici (incisioni su disegni del Cipriani, di Angelica Kauffmann, ecc.). Nella sua intensa attività il Bartolozzi produsse anche caricature e soprattutto ritratti, desunti da opere di maestri antichi e contemporanei. Nel 1802, per dissesti economici, si trasferì a Lisbona come direttore dell'Accademia di Belle Arti, senza però sospendere la sua attività di incisore.

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